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Le Forze Libanesi
Le “Forze Libanesi” sono state istituite in seguito alle tormentose circostanze in cui si è
trovato il Libano negli ultimi anni settanta quando la Comunità cristiana
libanese ha avvertito l’esigenza di difendersi dagli imminenti pericoli e
dalle minacce interne ed esterne al Paese.
Questi pericoli sono stati
amplificati dal fatto che il governo si è rivelato essere impotente nel
contenere la presenza militare palestinese che minacciava la sovranità e
l’indipendenza del Libano.
Bashir
Gemayel ha fondato le Forze Libanesi. Le ha istituite, ha organizzato i gruppi
e le ha modellate con il proprio
spirito patriottico, speranze e aspirazioni.
Le ha
trasformate affinché svolgessero un doppio ruolo nella Comunità cristiana;
una macchina militare difensiva (30.000 combattenti) ed una infrastruttura
specializzata che servisse la comunità cristiana politicamente,
economicamente, socialmente, fornendole sia la radio che stazioni TV.
Ha
rivestito questo ruolo fino a quando è
stato eletto Presidente del Libano nel 1982 e in seguito assassinato dai
nemici del Libano il 14 settembre del 1982.
Dopo la sua
morte le “Forze Libanesi” sono entrate in uno stato di shock e di paralisi
durato pochi anni, fino al 15 gennaio 1986, quando il dott. Samir Geagea ne ha
assunto la leadership.
Quel giorno i venti del cambiamento
hanno cominciato a soffiare e il corso di ricostruzione, riforma e
ammodernamento ha iniziato a muoversi in avanti.
Le “Forze
Libanesi” divennero un’istituzione di sostegno alle proposte
storico-politiche della Comunità
Cristiana libanese mirate a :
· Assicurare una sovranità,
libera e sicura allo stesso modo a tutti gli abitanti del Libano.
· Stabilire un sistema di
governo in modo che la sovrastruttura (il governo) fosse conforme
all’infrastruttura (la società) con il risultato di una partecipazione
politica equa, leale ed equilibrata.
· Incoraggiare un sistema
politico basato su tre principi di base: diversità, libertà di promuovere lo
sviluppo e una democrazia rappresentativa delle diversità esistenti nella
società libanese.
· Sospendere il sostegno a
qualsiasi ideologia o movimento che lavori direttamente o indirettamente per
unire il Libano ad un altro paese.
· Adottare una politica estera
neutra, per tutelare la sicurezza interna del paese e per consentire una un
rapporto libero nelle relazioni internazionali.
Le “Forze
Libanesi” hanno raggiunto il massimo nella loro organizzazione e
modernizzazione.
Dopo la
firma dell’ “Accordo TAEF”, il 24 ottobre 1989, con l’approvazione
internazionale e regionale, il partito ha trasformato la sua resistenza da militare in politica.
Quindi il
“Partito delle Forze Libanesi” con i suoi 30.000 membri, senza contare le
loro famiglie, è stato istituito il 10 settembre 1990, fondato su tre
principi indiscutibili:
1) Salvaguardare l’indipendenza del Libano, la sua sovranità e identità
distinta all’interno dei suoi confini riconosciuti
internazionalmente.
2) Fondare un governo libanese sui principi base dei diritti umani.
3) Stabilire un sistema democratico dove la libertà e i diritti umani di
ogni cittadino fossero protetti e garantiti.
Dopo l’ “Accordo TAEF” e dopo aver smantellato la
sua macchina militare e ceduto le armi, il Partito delle Forze Libanesi ha
tentato di controllare la digressione pericolosa nell’applicazione dell’
“Accordo TAEF” ad opera del regime siriano che autoritariamente e
arbitrariamente prendeva il controllo della “Questione Libanese”.
Questo scenario si è manifestato
sull’arena politica come risultato di due fattori: i poteri internazionali e
regionali che hanno accettato il regime siriano e il rifiuto dei musulmani
libanesi di rispettare e tener fede all’ “Accordo TAEF”.
Il Partito delle Forze Libanesi ha
rifiutato lo status quo e ha utilizzato ogni ragione democratica per
realizzare da una parte la sua ambizione politica e dall’altra per scongiurare l’annessione del Libano
alla Siria. Come risultato, il sistema politico dominante in Libano ha avviato
una campagna di terrore e persecuzione contro il Partito delle Forze Libanesi
a iniziare dalla decisione del governo di smantellarlo il 24 marzo 1994 e di
accusare falsamente ed imprigionare il suo leader, il Dr Samir Geagea il 21
aprile dello stesso anno.
Il governo
ha immediatamente confiscato tutti i beni e le attrezzature appartenenti al
Partito delle Forze Libanesi e si è impadronito delle sue istituzioni
sociali, educative e dei suoi mezzi d’informazione.
Il
risultato diretto di tale campagna persecutoria è stata una forzata
emigrazione di un gran numero di membri del partito verso l’Europa, gli
Stati Uniti e l’Australia dove si sono stabilite per anni sedi politiche
rappresentative.
Nonostante
tutte le pressioni esercitate su di esso e la incarcerazione illegale del suo
leader, il Partito delle Forze Libanesi è ancora il partito più organizzato
sulla scena politica libanese.
Ancora, il
Partito delle Forze Libanesi gode di una presenza forte e di una vasta area
d’influenza sul grado di istruzione all’interno delle organizzazioni
studentesche, nelle università, nelle scuole ed anche in molte associazioni
di lavoratori che rappresentano medici, avvocati ed ingegneri, solo per
menzionarne alcune.
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Forze Libanesi
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In opposizione all'alleanza tra i Palestinesi e le milizie musulmane di
sinistra, le Forze libanesi (FL) si formarono nel 1976 sotto la direzione di Bachir Gemayel, come
l'ala militare della coalizione del Fronte
libanese.
Le FL sono state in origine una coalizione di
diverse milizie cristiane, includenti i Numur al-ahrār ("Le
Pantere Libere", legati al Partito
Nazional Liberale dell'ex-Presidente della Repubblica Camille
Chamoun) e i militanti dei Guardiani
dei Cedri, un'organizzazione di destra che si richiamava al sostrato
pre-arabo - e quindi fenicio - del Libano), diretti da Etienne
Saqr, ma di fatto dominati dalle Falangi dei fratelli Gemayel
e dall'ala militare del partito delle Falangi di Pierre
Gemayel. Gemayel trasformò le FL in una formidabile forza militare che
assorbì talora la forza delle milizie minori cristiane.
Nel 1978 le FL
effettuarono un raid su Ehden (il feudo dell'ex-Presidente della Repubblica Sulaymān
Frāngiyye), e uccisero Tony
Frāngiyye (figlio di Sulaymān), capo della "Brigata
Marada", insieme a sua moglie e alla loro figlioletta di 4
anni.
In un attacco di sorpresa il 7 luglio 1980, le FL
annientarono i loro antichi alleati dei Numur.
Le FL furono allora gli assoluti dominatori della parte cristiana dello spazio
politico libanese.
Malgrado le smentite ufficiali, le prove
attestano il fatto che le FL accettarono un appoggio militare e finanziario da
parte del governo israeliano nei primi anni della guerra civile.
L' "Operazione Pace in Galilea" nel
1982 -
definizione di grande successo mediatico con cui si spacciò da parte di Israele la sua
Prima invasione
del Libano (definito da molti storici "Primo conflitto
israelo-libanese") - aprì la strada all'elezione presidenziale di Bachir
Gemayel (Beshīr Giumayyil) del 23 agosto.
Bachir Gemayel fu assassinato il 14
settembre 1982,
prima di prendere possesso della sua carica.
Suo fratello, Amīn
lo rimpiazzò come Presidente e suo cugino Fadi
Frem, come capo delle FL. I due cugini ebbero rapporti difficili e, nel 1984, la pressione
di Amīn Gemayel portò alla sostituzione di Frem con Fu'ād
Abī Nāder, un nipote di Gemayel.
Fu'ād Abī Nāder, che non era molto popolare nei ranghi delle
Forze Libanesi, fu rapidamente estromesso nel marzo 1985 da una fazione condotta da Samir
Geagea e da Elie Hobeika.
Con gli occhi apparentemente puntati sulla
presidenza, Hobeika avviò negoziati segreti col governo siriano per metter
fine al conflitto civile.
Il 28
dicembre 1985,
firmò un Accordo
Tripartito, contro la volontà di Geagea e degli altri dirigenti.
Geagea mobilitò le fazioni opposte delle FL e il 15 gennaio 1986, attaccò il QG delle FL a Qarantina
(quartiere di Beirut), dove Hobeika fu accerchiato. Sarà consegnato
all'esercito libanese regolare, al comando del gen. Michel Aoun (Michel
ˁAwn), sotto la forte pressione della Siria.
Hobeika si arrese, poi partì per Parigi e in seguito per damasco.
Prendendo il comando delle FL, Geagea lanciò un movimento per riequipaggiare
e riorganizzare la milizia.
Istituì del pari un programma d'aiuto sociale nelle aree controllate dalle
FL.
Due governi rivali si disputarono il
riconoscimento internazionale dopo l'esilio deciso per se stesso da Amīn
Gemayel dalla Presidenza nel settembre 1988.
Le FL appoggiarono inizialmente quello diretto dal gen. Michel Aoun, che era anche
il capo dell'esercito libanese.
Aoun e Geagea entrarono presto in contrasto. Geagea considerava la guerra di
liberazione condotta da Aoun, contro un esercito siriano ben più potente,
votata al fallimento, malgrado lo sostenesse durante questo conflitto. Quando
Aoun chiese alle FL di cessare ogni attività nelle zone cristiane per
aiutarlo a ristabilire l'autorità dello Stato senza milizie, ciò fu visto
come una sconfessione pura e semplice delle azioni delle FL e dei loro
sacrifici realizzati lungo tutto l'arco della guerra civile libanese.
La guerra di "soppressione" della
resistenza cristiana (espressione usata da Samir
Geagea, capo delle FL), venne così a realizzarsi e proseguì e infuriò
fino al 1990. La
Siria approfittò di questa situazione e del contesto regionale causato
dall'invasione irachena
del Kuweit
e della guerra che ne seguì per penetrare nell'ultima ridotta cristiana del
Luibano il 13 ottobre 1990.
Dopo la resa di Aoun il 13 ottobre 1990 al suo rivale Elias
Hraoui e ai suoi alleati siriani, si offrirono posti
ministeriali a Geagea nel nuovo governo. Egli rifiutò varie volte, indicando
che si era opposto agli interventi siriani negli affari libanesi e le sue
relazioni col governo si deteriorarono.
Nel 1994, Geagea fu arrestato per
essersi opposto al dominio siriano sul Libano e a ogni decisione del governo
libanese. Le FL decisero di deporre le armi in conformità al loro impegno
assunto nel quadro degli Accordi di Tā'if, ponendo così fine alla guerra
civile che aveva dilaniato il paese. La Siria ebbe allora le mani libere per
esercitare interamente il suo dominio sul "paese dei cedri". IN tal modo il
governo libanese emise un decreto di scioglimento delle FL accusandolo
ingiustamente di aver perpetrato un attentato contro una chiesa; fino ad oggi
non si sa chi abbia organizzato tale attentato che fornì la scusa al governo
voluto dalla Siria di non applicare più la prevista legge di amnistia per i
fatti relativi alla guerra civile e di fabbricare prove miranti a
neutralizzare Samīr Geagea. Prima del suo arresto, questi fu contattato
da politici simpatizzanti di ciò che rischiava di capitargli, proponendogli
l'esilio dal Libano. Geagea rifiutò di partire e fu dunque arrestato e
condannato all'ergastolo perché riconosciuto colpevole dell'assassinio
dell'ex-Primo Ministro sunnita Rashid
Karamé nel 1987
e di Dany
Chamoun (Dany Shamˁūn) nel 1990. Fu posto in isolamento duro
e il suo accesso al mondo esterno fu severamente limitato.
I difensori dei Diritti dell'Uomo, fra cui
Amnesty
international, criticarono quel processo iniquo e condotto a puri
scopi politici.
I militanti delle FL hanno partecipato
attivamente alla cosiddetta Rivoluzione
del cedro del 2005.
Alle elezioni che ne seguirono nel maggio-giugno dello stesso anno, le FL si
allearono con la Corrente
del Futuro di Saˁd
Harīrī, col Partito
Socialista Progressista (PSP) dell'esponente druso Walīd
Jumblāt (e con Hezbollah nelle
circoscrizioni di Baˁabda-Aley). Questa coalizione si aggiudicò 72 seggi
(di cui 5 deputati delle FL) sui 128 che compongono il Parlamento. Samīr
Geagea fu amnistiato
il 18
luglio 2005.
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