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Tall
Zaatar:
Una grande e feroce battaglia ha attirato
l’interesse del mondo intero, perché ha visto il trionfo della
luce sulle tenebre, della verità sull’errore, la sconfitta
degli aggressori e la vittoria dei difensori. Dopo 56 giorni
d’assedio, Tall Zaatar fu riconquistata dalle “Forze
libanesi”. La stampa italiana, riguardo a Tall Zaatar, ha
riferito molte falsità a favore dei palestinesi. Per rendersene
conto basta leggere certi giornali, sentire alcuni dischi e
osservare le scritte sui muri di quasi tutte le città; oppure
basta guardare i servizi giornalistici prodotti dalla Rai, come i
“Ricordi di Tall Zaatar”, messi insieme dall’onorevole
Raniero la Valle.
Tall Zaatar è
una collina della Repubblica Libanese, alla periferia nord-est
della capital Beirut. Domina tutti i quartieri a est della città
e controlla numerosi passaggi verso il nord e l’est. Spinti dal
loro innato spirito di ospitalità, i libanesi l’avevano messa a
disposizione dei profughi palestinesi, concedendo loro
un’autonomia tale da farli sentire come a casa propria. Con gli
anni e dopo le innegabili delusioni, i palestinesi, perseguitati e
respinti ovunque, cercarono di mutare tale autonomia in sovranità
assoluta.
I
Palestinesi si servirono degli aiuti ricevuti per trasformare il
campo di Tall Zaatar in una base militare, in una fortezza scavata
a vari piani nel sottosuolo, difesa da sbarramenti in cemento
armato, con depositi di viveri, di munizioni e, perfino, con
ospedali da campo. Queste circostanze vengono sempre taciute,
nonostante i palestinesi stessi le abbiano ammesse pubblicamente.
Purtroppo i libanesi hanno scoperto troppo tardi l’importanza e
l’esatta consistenze di queste fortificazioni.
(nella foto
combattenti palestinesi dell'OLP - Tall Zaatar 1976)
La stampa italiana ha riferito che il
campo era costituito in prevalenza di donne e bambini. A questo
punto ci si chiede: come è stato possibile che un campo abitato
da donne e bambini abbia potuto per 56 giorni resistere a continui
assalti e bombardamenti? Erano forse donne e bambini a manovrare i
pezzi d’artiglieria e le batterie di missili? Le menzogne
diffuse su questo campo fanno parte ormai della propaganda
italiana in favore del palestinesi. Ma la realtà è diversa: Tall
Zaatar era in origine un campo profughi di circa 2kmq. Col passare
del tempo è diventato un campo trincerato di 10 kmq, con
fortificazioni a tre piani sotto il livello del suolo, una
fabbrica di munizioni e una base d’addestramento per tutti i
generi di guerriglia. Li sono venuti ad addestrarsi anche i
terroristi comunisti che operano in Europa, non esclusi i tedeschi
della “Baader-Meinhof” e gli italiani delle BR. Quando le
“Forze Libanesi” hanno attaccato Tall Zaatar, erano schierati
a difenderlo 15.000 uomini, fra i quali migliaia di appartenenti
alle brigate internazionali comuniste. Combattevano anche elementi
del “Fronte Polisario”, del “Fronte per la liberazione
dell’Eritrea”, del “Fronte dei Trotzkisti”, dell
‘”Esercito rosso giapponese”, dei “Tupamaros”, oltre a
vari militanti comunisti dei paesi europei, specialmente francesi
e italiani. |