Tutti diciamo a noi stessi  "è doveroso difendere la nostra presenza e il nostro diritto di esistere". Ma sono pochi quelli che sanno difendere la libertà dei cristiani.  Dr. Samir Geagea

S T O R I A

Circa 50000 a.C.

Primi insediamenti dell’età paleolitica a nord del centro città attuale, a Ras-Beirut e a Khaldé.

5000 a.C.

Formazione del primo nucleo urbano cananeo: piccola città portuale circondata da mura, costruita intorno ad una baia a nord della Place des Martyrs.

1500 a.C.

Il nucleo urbano della città si sviluppa sotto forma di una città alta, fortificata, e di una città bassa vicino al porto.

1100-600 a.C.

La città sembra perdere di importanza nei confronti di altre città-stato più potenti, come Biblo e Sidone.

500 a.C.

La città riprende a crescere all’epoca fenicio-persiana. La trama urbana si estende verso sud e verso ovest secondo un tracciato a ferro di cavallo che segue la pendenza del terreno.

332 a.C.

Conquista della città da parte di Alessandro Magno. La città si sviluppa rapidamente e diventa uno dei poli commerciali più importanti del Mediterraneo orientale.

143 a.C.

Distrutta da Diodato Tifone, la città subisce successivamente le incursioni dei pirati scesi dalle montagne dell'interno.

64 a.C.

Diventata colonia romana con il nome di Colonia Julia Augusta Beritus, la città conosce uno sviluppo importante che ne fa una delle città più prospere dell’Impero Romano d’Oriente. Un centro civico monumentale viene costruito nella zona dell’odierna Place de l’Étoile.

530 d.C.

Sotto il regno di Giustiniano, la scuola di diritto di Berito, risalente ad almeno il 239, ottiene il privilegium imperiale che la pone sullo stesso livello di quelle di Roma e di Costantinopoli. La città conosce una crescita impressionante e si estende oltre i confini dell’odierno centro città.

551

Distrutta da un violento terremoto e dal conseguente maremoto, Berito entra in una fase di declino.

635

Conquista araba. Beirut, piccolo borgo costiero, è assegnata al distretto di Damasco.

A partire dal 972

Passata sotto il dominio fatimide e poi sotto quello dei turchi selgiuchidi, Beirut non è più citata dalle cronache del tempo.

Circa 1000

Gli abitanti della montagna libanese si convertono in massa allo sciismo ismailita. Primi insediamenti di drusi nello Chouf.

1110

Dopo un assedio durato sei mesi, Beirut è conquistata dai crociati.

1180

I maroniti, insediati nelle montagne del nord, si ricongiungono alla Chiesa romana.

1187

Saladino sconfigge i crociati di Beirut e vi stabilisce la sua corte, prima di istallarsi definitivamente a Damasco.

1206

I crociati riconquistano Beirut, ricostruiscono le sue mura e le sue fortificazioni e costruiscono la cattedrale di Saint-Jean al posto di una antica basilica bizantina.

1291

Ripresa ai crociati dai mamelucchi, la città non conosce uno sviluppo particolare, a differenza di Tripoli che diventa la città principale della costa. La cattedrale di Saint-Jean diventa la Grande Moschea Omari.

1305

Perseguitati dai mamelucchi, gli sciiti ismailiti si ritirano nel sud del paese, progressivamente rimpiazzati dai maroniti nel Metn e nel Kesrouan, a nord di Beirut. I drusi conservano la loro base nello Chouf, mentre i sunniti e i greci ortodossi sono maggioritari nelle città costiere.

1516

Gli ottomani entrano a Beirut. La montagna e la costa libanese sono divise in due wilayet (provincie), una nel nord, con capitale Tripoli, l’altra nel sud, con capitale Sidone.

1620

L’emiro druso Fakh al-Din II (Facardino) estende la sua influenza su tutta la montagna e la costa libanese. Fa di Sidone la sua capitale e chiama architetti ed artisti fiorentini per costruire palazzi ed edifici pubblici. Costruisce anche un grande palazzo ad est delle mura di Beirut, a nord dell’attuale Place des Martyrs.

1663

Quando Fakh al-Din II è arrestato dagli ottomani e esiliato a Istanbul, il paese entra in un periodo di grande instabilità. Il trasferimento dei poteri agli emiri della famiglia Chehab nel 1697 non mette fine ai disordini, contrassegnati dalle rivalità tra i governatori delle provincie e i pascià di Damasco, Tripoli e Sidone, oltre che dai conflitti tra clan drusi rivali.

1711

Gli emiri Chehab estendono il loro dominio a tutta la montagna.

1771

Approfittando dei disordini, i mamelucchi, al potere in Egitto, tentano di riconquistare la Siria. La Russia di Caterina II, in guerra contro l’Impero Ottomano, invia la sua flotta nel Mediterraneo orientale per aiutare gli oppositori della Sublime Porta.

1772

Una unità russa bombarda Beirut e occupa la città, che resta sotto il suo controllo fino alla firma del trattato di pace con l’Impero Ottomano nel 1774.

1793

L’emiro Bechir II Chehab diventa principe della montagna e governa il paese dal suo palazzo di Beiteddine nello Chouf, costruito da architetti italiani. Beirut conosce un periodo di sviluppo continuo, che durerà per tutta la prima metà del XIX secolo.

1832

Alleato con Bechir II Chehab, che contesta la dominazione della Sublime Porta, Ibrahim Pacha, vice-re d’Egitto, sconfigge gli ottomani di Siria.

1835-1840

Beirut conosce un periodo di grande prosperità. Una parte dei suoi bastioni viene demolita, la città si estende al di fuori dalle mura e il nuovo potere intraprende un programma di lavori pubblici volto a migliorare le infrastrutture urbane e a sviluppare il porto. Approfittando dei contrasti tra Ibrahim Pacha e la Sublime Porta, le grandi potenze europee (Francia, Gran Bretagna, Russia, Austria-Ungheria) si affrontano per estendere la loro influenza sulla regione. La Francia è l’unica ad appoggiare il vice-re d’Egitto.

1840

L’aumento delle tasse e il fardello dell’occupazione egiziana finiscono per provocare un ampio movimento di rivolta nel paese, sostenuto dagli ottomani e dai loro alleati europei, con l’eccezione della Francia. Le armate britanniche e austro-ungariche sbarcano a Jounieh, a nord di Beirut; le navi inglesi bombardano la città e Bechir II è esiliato a Malta e poi a Istanbul, dove morirà dieci anni più tardi.

1841-1842

Fine dell’emirato degli Chehab. Violenti scontri tra drusi e maroniti nella montagna libanese. Le rivalità tra le grandi potenze fanno aumentare di intensità e complicano le relazioni tra le comunità libanesi. La Francia si dichiara protettrice dei maroniti, la Russia dei greco-ortodossi, gli inglesi dei drusi.

1843

Accordo tra l’Impero Ottomano e le potenze europee per dividere la montagna libanese in due regioni (doppio caimacamat): una a maronita a nord e una drusa a sud. Beirut non dipende da nessuna di queste regioni ma rimane parte della wilayet di Sidone.

1845

Ripresa degli scontri tra drusi e maroniti nella montagna libanese.

1857-1859

Rivolte popolari nella montagna cristiana contro le grandi famiglie feudali. La Chiesa maronita appoggia gli insorti.

1860

Gli scontri tra drusi e maroniti riprendono nella montagna libanese e si trasformano in una vera e propria guerra civile. La superiorità militare drusa è evidente, tanto che numerosi villaggi cristiani dello Chouf vengono incendiati e saccheggiati; la città cristiana di Zahlé, nella valle della Bekaa, è occupata. I disordini si estendono fino a Damasco, dove numerosi cristiani sono massacrati. Beirut resta fuori dagli scontri e accoglie migliaia di rifugiati, dopo che distaccamenti britannici e francesi vi sbarcano per mantenere l’ordine.

1861

La Sublime Porta e le potenze europee si accordano per un Ordinamento Organico destinato a regolare la questione libanese e che rimarrà in vigore fino alla Prima Guerra Mondiale. La montagna libanese diventa un mutsarrifiya, provincia autonoma unificata e sottoposta all’autorità di un mutasarrif ottomano cristiano non libanese, nominato da un comitato consultivo rappresentante delle sei comunità del paese: maroniti, drusi, sunniti, greco-ortodossi, greco-cattolici e sciiti. Le tre città della costa (Tripoli, Beirut e Sidone) e la valle della Bekaa invece non dipendono dal mutsarrifiya.

1863

Costruzione della strada Beirut-Damasco da parte di una società francese, che ottiene la concessione del suo sfruttamento per cinquant’anni.

1867

La prima municipalità di Beirut intraprende grandi lavori per nuove strade e infrastrutture.

1871

Missionari americani creano a Beirut il collegio protestante siriano, che più tardi diventerà l’università americana di Beirut, primo istituto di insegnamento superiore in Siria. Quattro anni più tardi è la volta dei gesuiti francesi, che fondano l’università Saint-Joseph.

1881-1887

Sistemazione della Place Hamidiyyeh, nel posto dell’attuale Place des Martyrs, e costruzione del Grande Serraglio. Beirut diventa capoluogo dell’omonima wilayet.

1895

Costruzione della ferrovia Beirut-Damasco.

1890

Ingrandimento del porto di Beirut, che diventa il principale porto della costa siriana.

1908

Dichiarazione della Costituzione ad Istanbul, sotto la pressione dei Giovani Turchi. Messa in esercizio di due linee di tram a Beirut; apertura di nuove arterie tra i vecchi souk; costruzione della Scuola delle arti e mestieri a ovest della città e sistemazione dei giardini pubblici di Sanayeh.

1914

L’Impero Ottomano entra in guerra a fianco dell’Austria-Ungheria e della Germania. Il regime del mutsarrifiya è sospeso.

1915

Il governatore ottomano lancia un progetto di modernizzazione del centro di Beirut e comincia la demolizione dei vecchi souk della città.

1916

La carestia e una epidemia di tifo devastano la città. Arrivo dei rifugiati armeni dell’Anatolia, che si insediano del quartiere della Quarantina, ad est del fiume Beirut. Il 6 maggio le autorità ottomane uccidono pubblicamente 21 persone tra siriani e libanesi, a Damasco e a Beirut, per presunte attività anti-turche: questo giorno è commemorato come giorno dei Martiri e da il nome alla Place des Martyrs a Beirut. Patto segreto tra Francia e Inghilterra per la spartizione del Medio Oriente in vista della dissoluzione dell’Impero Ottomano a seguito della Prima Guerra Mondiale.

1918

Dopo la sconfitta degli imperi centrali, le truppe alleate sbarcano a Beirut.

1920

Dopo il collasso dell’Impero Ottomano, la Francia ottiene il mandato per Siria e Libano, mentre alla Gran Bretagna va la Palestina. Lo stato del Grande Libano è proclamato, unendo le regioni della montagna e della Bekaa e le provincie costiere di Tripoli, Sidone e Tiro attorno alla capitale, Beirut.

1921

Ripresa dei lavori di sistemazione del centro città, cominciati dagli ottomani e interrotti per la guerra. A Beirut viene organizzata una grande esposizione commerciale e si comincia a parlare del Libano come della Svizzera del Medio Oriente.

1922

Costruzione della Place des Martyrs.

1926

Promulgazione della Costituzione e nascita della Repubblica libanese. Charles Debbas è nominato presidente della repubblica. Costruzione della Place de l’Étoile.

1931

Istituzione del piano Danger, il primo piano regolatore della città di Beirut.

1932

Primo ed ultimo censimento ufficiale del Libano, che servirà a stabilire la ripartizione delle cariche pubbliche tra le varie comunità.

1936

Il leader cristiano maronita Pierre Gemayel, dopo aver partecipato alle Olimpiadi di Berlino, fonda la Falange.

1938

Ingrandimento del porto di Beirut e costruzione del nuovo bacino.

1939

Con l’entrata della Francia nella Seconda Guerra Mondiale, la costituzione libanese è sospesa e viene imposta la legge marziale nel paese.

1941

Inglesi e francesi invadono il Libano per sottrarre Beirut al controllo delle forze di Vichy. La Repubblica dei cedri conquista l’indipendenza.

1943

Le elezioni parlamentari portano al potere i partigiani dell’indipendenza. Béchara al-Khoury e il sunnita Riad el-Sohl proclamano il Patto Nazionale, che stabilisce un equilibrio politico tra le comunità e bilancia gli orientamenti filo-arabi e filo-occidentali. Il Patto Nazionale, accordo non scritto, si basa su questi principi:
- né Occidente, né Oriente (i cristiani rinunciano alla protezione delle potenze occidentali e i musulmani rinunciano a progetti di unione con altri stati arabi);
- Libano indipendente, sovrano e libero;
- il Libano non servirà da base per imprese che minaccino gli interessi arabi;
- il Libano è un paese a fisionomia araba;
- il capo dello stato sarà un cristiano maronita, il primo ministro un musulmano sunnita, il presidente del parlamento un musulmano sciita.
Viene chiesta l’abolizione del mandato francese. Le reticenze delle autorità mandatarie provocano uno sciopero generale e la rivolta della popolazione, che portano alla dichiarazione di indipendenza del paese, il 22 novembre.

1945

Creazione del primo piano di espansione di Beirut ad opera dell’urbanista francese Michel Ecochard. Il Libano aderisce alla Lega Araba.

1948

Prima guerra arabo-israeliana. Dopo la creazione dello Stato di Israele, alcune decine di migliaia di palestinesi di rifugiano in Libano (oltre che in Siria e in Giordania), dove sono raggruppati in campi profughi attorno alle città principali. Cinque di questi campi circondano Beirut: Burj el-Barajnieh, Sabra-Chatila, Mar Elias, Jisr el-Pacha e Tall el-Zaatar.

1950

Costruzione dell’aeroporto di Beirut.

1952

Il risentimento popolare mette termine al regime di Béchara al-Khoury. Camille Chamoun viene eletto presidente della repubblica. L’afflusso di professionisti e di capitali provenienti dalla Palestina, e successivamente dai paesi arabi vicini, insieme ai frutti dello sfruttamento accelerato dei giacimenti petroliferi dei paesi del Golfo portano ad un periodo di grande prosperità, di cui ne approfittano soprattutto Beirut e la sua regione.

1956

Dopo la nazionalizzazione del canale di Suez da parte di Nasser, Israele si allea a Francia e Inghilterra contro l’Egitto (secondo conflitto arabo-israeliano). Malgrado la loro vittoria militare, i tre paesi non riescono ad imporre i loro obiettivi politici. Di fronte alla crescita del nazionalismo arabo, il governo libanese si allinea alle posizioni degli altri stati arabi conservatori alleati con l’occidente.

1957

Costruzione della corniche, del ring commerciale e del boulevard al-Khoury.

1958

Il sogno panarabo dell’egiziano Abdel Nasser contagia anche i musulmani libanesi. Una assaggio di guerra civile, della durata di sei mesi, scoppia in Libano, provocato dalla politica araba del governo e dagli squilibri tra la capitale in pieno sviluppo e le regioni periferiche meno favorite. Su richiesta del presidente Camille Chamoun, 15.000 marines americani sbarcano a Beirut in accordo con la dottrina di Eisenhower contro il comunismo internazionale. Una soluzione di compromesso porta al potere il comandante dell’esercito, il generale Fouad Chehab.

1960

Il nuovo governo avvia una politica di sviluppo volta a ridurre lo squilibrio tra le regioni, a rinforzare le istituzioni dello stato e a mettere in moto delle riforme socio-economiche.

1963

Viene adottata la prima legge urbanistica valida per tutto il territorio libanese, seguita dalla messa a punto di un nuovo piano direttore per la Grande Beirut, redatto da Michel Ecochard. La migrazione dalle campagne verso la città si intensifica, creando una "cintura della miseria" intorno alla città, occupata in larga parte dagli sciiti.

1964

Al Cairo viene fondata dai capi di stato arabi l’OLP, Organizzazione per la Liberazione della Palestina.

1967

Il terzo conflitto arabo-israeliano (la guerra "dei sei giorni", durante la quale Israele occupa la Cisgiordania, Gerusalemme est, le alture del Golan e il Sinai) provoca l’arrivo di nuove ondate di profughi palestinesi in Libano. Costruzione di 13 autostrade urbane a Beirut.

1968

Raid israeliano contro l’aeroporto di Beirut, con la distruzione di tredici aerei della compagnia di bandiera MEA.

1969

Yasser Arafat, leader dell’organizzazione di guerriglieri palestinesi Al-Fatah, è eletto presidente del comitato esecutivo dell’OLP. Accordo del Cairo tra OLP e governo libanese: la resistenza palestinese può armarsi in Libano.

1970

Dopo la sconfitta dei fedayin palestinesi in Giordania (durante il "Settembre nero", dura reazione del sovrano giordano Hussein al tentativo di rivolta palestinese per spodestarlo), l’OLP installa il suo quartiere generale a Beirut e lancia delle operazioni militari contro Israele a partire dal territorio libanese. In Siria sale al potere Hafez Assad.

1973

Violenti combattimenti tra esercito libanese e organizzazioni palestinesi si verificano intorno ai campi profughi. Quarta guerra arabo-israeliana (guerra del "Kippur").

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