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Manifestazioni
davanti
all'Ambasciata
SIRIANA di Roma
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"Le Forze Libanesi"
declina ogni responsabilità
relativa ai contenuti dei siti segnalati.
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Il
Difensore del Leader delle "Forze Libanesi" l'Avvocato Asaad
Abi Raad
Annahar 21-Maggio
2005
Dopo l'incontro con
il Patriarca Sfeir, Abi Raad ha dichiarato che i tre principali
argomenti trattati sono stati :
- Primo, le
centinaia di richieste di permesso per visitare il dott. Geagea
vengono respinte dalla Procura come prima, con tutto che il
protettorato siriano non c'è e la procura è cambiata.
- Secondo, la
seduta del parlamento tra il 20 e il 23 di maggio 2005 e la trattativa
con gli "Al Karami" promessa da Jumblat e Berri sono
infondate.
-Terzo, l'unica
possibilità, se veramente vogliamo che Samir Geagea esca dalla
Prigione prima delle elezioni, bisogna :
a) Decidere che
nessuno delle "Forze Libanesi" si candidi alle
elezioni.
b) Le Forze
Libanesi chiedono a "Qournat Chehwan" di non candidarsi. c)
La stessa richiesta al Generale Michel Aoun. Cosi
non ci saranno elezioni senza le "Forze Libanesi", "Qournat
Chehwan" e Aoun. Sicuramente uscira' Samir Geagea. Non
perdiamo questa unica e ultima occasione di liberare Samir Geagea se
non esce prima delle elezioni, quando uscira'?.
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....segue
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Ad
Enna gli studenti riprendono la petizione
lanciata da L'opinione
"Per
un Libano libero” in Sicilia fiaccole di speranza
di
Aldo Torchiaro
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La
mobilitazione lanciata da L’opinione raggiunge le più diverse
-e remote - province d’Italia. In una Sicilia che si sente
sempre più un ponte tra le culture del Mediterraneo, l’appello
del nostro giornale in favore della libertà del popolo libanese
dal giogo siriano è stato raccolto e fatto proprio dagli enti
locali e dagli amministratori. Martedì 10 è stata la volta di
Enna, dove ha avuto luogo una giornata di solidarietà con il
Libano senza precedenti.
Il responsabile italiano di Forze Libanesi, Roger Bou Chahine, che
ha organizzato la raccolta di migliaia di firme con la nostra
redazione, è stato ricevuto nel corso di una manifestazione
pubblica organizzata dagli studenti universitari di Enna, che
hanno aggiunto le loro firme alle migliaia raccolte a Roma. La
giornata ha avuto il suo momento più atteso e più forte alle ore
21.10, quando sul palco sono saliti il presidente del don Milani,
Claudio Faraci, Paolo Grimaldi coordinatore della consulta e
Marcello Emma degli universitari ennesi insieme con Roger Bou
Chahine.
Un lungo applauso ha accompagnato la cerimonia di affidamento
della bandiera del Libano ai giovani di Enna, i quali hanno
ricambiato donando il “Lenzuolo della Libertà” e 1200 firma
raccolte, che venerdì saranno consegnate ai giovani presenti in
piazza dei Martiri di Beirut. I giovani, ma anche diverse
famiglie, presenti hanno provato un’emozione incontenibile
quando allo spegnimento dei fari e in una piazza al buio venivano
accese le fiaccole, le cui fiammelle rispecchiandosi con le stelle
del limpido cielo trasferivano idealmente la luce della libertà
da Enna a Beirut. Nella capitale libanese, intanto, si vivono
momenti di grande tensione, dopo il ritorno di Michel Aoun e le
voci che darebbero per “imminente” la liberazione dal carcere
dove è rinchiuso da dieci anni del leader dell’opposizione
cristiana, Samir Geagea. “Vogliamo una democrazia vera, non il
fanatismo confessionale”, ha dichiarato il generale Aoun,
rientrato cinque giorni or sono in Libano dopo 15 anni di esilio
in Francia. “Il giorno in cui dovessi parlarvi con una logica
confessionale, cacciatemi”, ha aggiunto Aoun nel comizio
pronunciato di fronte ad almeno 300.000 seguaci raccolti a Beirut
nella centrale Piazza dei Martiri. “Sono tornato da voi e il
Libano è libero, sovrano e indipendente”, ha proseguito Aoun.
Nel suo comizio, alla conclusione del quale ha avuto inizio un
concerto tuttora in corso, Aoun non ha fatto alcun accenno all'ex
premier libanese Rafik Hariri, la cui uccisione nell'attentato di
San Valentino aveva innescato il grande movimento di protesta
sfociato nel ritiro delle truppe siriane dopo 29 anni di presenza
in Libano. Prima di salire sul palco allestito nella Piazza dei
Martiri per il suo comizio, Aoun aveva tuttavia reso omaggio alla
tomba di Hariri, a fianco della Grande Moschea. Venerdì a Beirut
giungeranno i segni tangibili della vicinanza italiana, promossa
anche dalla nostra testata, con la consegna delle migliaia di
firme ai giovani della “rivoluzione libanese”. Da Enna è
stato sancito, tra l’altro, un gemellaggio permamente con il
Libano, i cui sviluppi saranno seguiti dalle organizzazioni
giovanili.
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ViveEnna.it
Giornata Artistica Studenti
Straordinario successo al centro don Milani,
della Giornata Artistica organizzata dalla Consulta degli Studenti. A
fronte di oltre mille studenti, ha retto bene sia l'organizzazione
logistica e tecnica curata dai volontari del servizio civile del
centro ospitante, sia quella artistico-musicale seguita dagli studenti
della Consulta, sia quella culturale coordinata dal gruppo di
universitari ennesi.
La giornata ha avuto il suo momento più atteso e più forte alle ore
21.10, quando sul palco sono saliti il presidente del don Milani,
Claudio Faraci, Paolo Grimaldi coordinatore della consulta e Marcello
Emma degli universitari ennesi presentando Roger Bou Chahine,
rappresentante delle Forze Libanesi e portavoce dei giovani di Beirut.
Un lungo applauso ha accompagnato la cerimonia di affidamento della
bandiera del Libano ai giovani di Enna, i quali hanno ricambiato
donando il "Lenzuolo della Liberta'" e 1200 firme raccolte, che
venerdi saranno consegnate ai giovani presenti in piazza dei Martiri
di Beirut. I giovani, ma anche diverse famiglie, presenti hanno
provato un'emozione incontenibile quando allo spegnimento dei fari e
in una piazza al buio venivano accese le fiaccole, le cui fiammelle
rispecchiandosi con le stelle del limpido cielo trasferivano
idealmente la luce della liberta' da Enna a Beirut.
E' stato, pure, sancito un gemellaggio, i cui sviluppi saranno
seguiti dalle tre organizzazioni giovanili. Ampiamente soddisfatto
Claudio Faraci, ispiratore e promotore dell'iniziativa di solidarieta'
al Libano, per il quale “bisogna dare ai giovani la capacità di
ragionare, e di farsi delle idee e di propagarle".
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I FAMIGLIARI DI PRIGIONIERI LIBANESI IN SIRIA
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Beirut,
27
aprile 2005
Sono
stati registrati tafferugli a Beirut, nei pressi del Parlamento,
riunito in sessione plenaria per la presentazione del programma
del nuovo governo del premier Najib Miqati, quando i famigliari di
prigionieri libanesi in Siria che cercavano di raggiungere
l'edificio sono stati bloccati da poliziotti e soldati. Lo ha
riferito la Tv libanese Future.
Alcune decine di famigliari di prigionieri libanesi in Siria - che
già da giorni avevano organizzato un sit-in di protesta di fronte
alla vicina sede dell'Onu - si sono mossi verso il Parlamento
per richiedere al governo di pretendere da Damasco informazioni
sul destino dei loro cari (dei quali non si hanno in alcuni casi
notizie da decenni).
I poliziotti e i soldati schierati a protezione del Parlamento
nella centralissima Place de l'Etoile hanno pero' bloccati i
dimostranti, e nei tafferugli che ne sono seguiti alcuni di questi
hanno riporato contusioni. Le proteste dei famigliari dei
prigionieri libanesi in Siria si sono intensificate nelle ultime
settimane, in coincidenza con il ritiro delle truppe siriane dal
Libano, completato la notte scorsa, dopo 29 anni di ininterrotta
presenza delle truppe di Damasco nel vicino paese.
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La fiaccolata oggi 21 Aprile alle 17:30 a San Pietro
Per il Dr. SAMIR GEAGEA
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