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Tutti diciamo a noi stessi  "è doveroso difendere la nostra presenza e il nostro diritto di esistere". Ma sono pochi quelli che sanno difendere la libertà dei cristiani.  Dr. Samir Geagea

24 Febbraio 2004

Il Card. Sfeir denuncia tentativi di islamizzazione delle scuole

Beirut (AsiaNews) – In occasione della Quaresima il Patriarca  maronita libanese, il Card. Nasrallah Boutros Sfeir, ha reso pubblico un messaggio ai fedeli ed all’intera popolazione dedicato “alla patria ed ai valori”. Nel messaggio, pubblicato venerdì 20 febbraio, il capo della chiesa maronita invita i libanesi ad “una chiara cooperazione caratterizzata dalla trasparenza”.

Il card. Sfeir ha messo in luce i problemi che assillano la classe governante in Libano:  corruzione, nepotismo, tangenti e impossibilità a prendere “decisioni libere” (accenno alla invadenza e all’occupazione siriana – ndr). Per salvare la convivenza in un sistema democratico, dice il Patriarca, il popolo deve aver il diritto di “chiedere conto ai propri governanti”.

Il card. Sfeir ha messo il dito su una delle piaghe più dolorose dell’attuale situazione sociale in libano:l’istruzione e la preparazione delle future generazioni. È sempre più diffusa la droga, l’alcolismo, i giochi d’azzardo, ma soprattutto si rende difficile per le famiglie la scelta di un’educazione libera, che è sempre stata una delle qualità della società libanese.

Il cardinale ha messo in guardia dal tentativo di islamizzazione dell’istruzione pubblica e privata, facendo entrare il Libano nell’ISESCO (una specie di Unesco islamica: Islamic Educational, Scientific and Cultural Organization). Si tratta, egli ha detto, “di una minaccia che riguarda non solo le scuole ma la cultura libanese nel suo insieme”. Assolutizzare in Libano l’educazione islamica, significa ignorare il fatto che “ci sono (in Libano) dure religioni, due culture e due civiltà, quella cristiana e quella islamica, ma si raggruppano in un solo popolo”.

Nell’omelia tenuta domenica scorsa a Bkerke, il patriarca ha anche sottolineato  una delle difficoltà della società libanese attuale: la cancellazione della classe media, da lui attribuita al fallimento delle politiche del governo dopo la guerra. “Ci dà grande dolore – ha detto il patriarca – il fatto che la classe media ha terminato di esistere, lasciando una grande maggioranza affamata e una piccola minoranza supernutrita”. (PB)

 

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