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Beirut (AsiaNews) – In occasione della Quaresima il Patriarca
maronita libanese, il Card. Nasrallah Boutros Sfeir, ha reso
pubblico un messaggio ai fedeli ed all’intera popolazione dedicato
“alla patria ed ai valori”. Nel messaggio, pubblicato venerdì
20 febbraio, il capo della chiesa maronita invita i libanesi ad
“una chiara cooperazione caratterizzata dalla trasparenza”.
Il card. Sfeir ha messo in luce i problemi che assillano la
classe governante in Libano: corruzione, nepotismo, tangenti e
impossibilità a prendere “decisioni libere” (accenno alla
invadenza e all’occupazione siriana – ndr). Per salvare la
convivenza in un sistema democratico, dice il Patriarca, il popolo
deve aver il diritto di “chiedere conto ai propri governanti”.
Il card. Sfeir ha messo il dito su una delle piaghe più dolorose
dell’attuale situazione sociale in libano:l’istruzione e la
preparazione delle future generazioni. È sempre più diffusa la
droga, l’alcolismo, i giochi d’azzardo, ma soprattutto si rende
difficile per le famiglie la scelta di un’educazione libera, che
è sempre stata una delle qualità della società libanese.
Il cardinale ha messo in guardia dal tentativo di islamizzazione
dell’istruzione pubblica e privata, facendo entrare il Libano
nell’ISESCO (una specie di Unesco islamica: Islamic Educational,
Scientific and Cultural Organization). Si tratta, egli ha detto,
“di una minaccia che riguarda non solo le scuole ma la cultura
libanese nel suo insieme”. Assolutizzare in Libano l’educazione
islamica, significa ignorare il fatto che “ci sono (in Libano)
dure religioni, due culture e due civiltà, quella cristiana e
quella islamica, ma si raggruppano in un solo popolo”.
Nell’omelia tenuta domenica scorsa a Bkerke, il patriarca ha
anche sottolineato una delle difficoltà della società
libanese attuale: la cancellazione della classe media, da lui
attribuita al fallimento delle politiche del governo dopo la guerra.
“Ci dà grande dolore – ha detto il patriarca – il fatto che
la classe media ha terminato di esistere, lasciando una grande
maggioranza affamata e una piccola minoranza supernutrita”. (PB)
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