Washington, 6 marzo - Secondo l'agenzia
Reuters, un rappresentante del Congresso Usa, che fa parte della
Commissione esteri, sarebbe stato informato da fonti di
alto livello dell'amministrazione che sarebbe imminente
l'annuncio da parte della Casa Bianca di sanzioni ai danni della
Siria, in conformità alla legge approvata dai due rami del
Parlamento e firmata da George W. Bush. L'annuncio potrebbe
avvenire la prossima settimana o quella dopo. Pur essendo scarso
l'interscambio tra i due Paesi, la Casa Bianca sarebbe propensa a
puntare sulle sanzioni economiche, piuttosto che su quelle
diplomatiche.
Sarebbe quindi vietato esportare prodotti Usa verso la Siria,
salvo medicinali e generi alimentari, e scatterebbe il divieto
per le società statunitensi di investire nel Paese. Con
questa legge, Washington intende esercitare pressione su
Damasco, su sollecitazione degli ambienti filoisraeliani, dei
fuoriusciti libanesi e di fronte alla fallimentare situazione
irachena. La Siria, per venire "assolta", dovrebbe rompere
le relazioni con i movimenti di resistenza libanesi e palestinesi e
abbandonare ogni programma di potenziamento militare (richieste
israeliane), ritirare le proprie forze dal Libano (condizione dei
fuoriusciti cristiani libanesi) e collaborare con le forze
di occupazione in Iraq lungo la frontiera (esigenza statunitense).