Tutti diciamo a noi stessi  "è doveroso difendere la nostra presenza e il nostro diritto di esistere". Ma sono pochi quelli che sanno difendere la libertà dei cristiani.  Dr. Samir Geagea

Per alcune ore link a foto porno invece dei versetti del Corano

Hacker in azione, attacco al sito Hezbollah

Il "Partito di Dio" profanato in rete. Il sistema non è stato danneggiato

di Maria Gabriella Capparelli

Hacker in azione, attacco al sito Hezbollah

 

Profanazione, offesa, blasfemia. Ieri gli hacker sono riusciti a fare infuriare gli Hezbollah. Una manovra di ingegneria informatica per ridurre il sito del “Partito di Dio” a una semplice finestra linkata a siti pornografici.

 

Sì perché per alcune ore, anziché leggere i versetti del corano, i cinque pilastri e i corollari, i visitatori del sito www.hizbullah.org, si sono ritrovati davanti donne che non indossavano certamente il burka.

 

Una beffa vera e propria che ha irritato i vertici della milizia sciita fondamentalista, che in Libano è riuscita a raggruppare frange provenienti sia dall’ambiente religioso, sia da quello marxista, portando avanti un modello di repubblica sociale che si occupa di tutto: dalla scuola, alla sanità, passando per l’agricoltura.

 

Onnipotenti in patria si sono ritrovati vittime di una bravata di burloni che sono riusciti a mandare in tilt l’intero sito. La loro rabbia fortunatamente è rientrata quando hanno avuto rassicurazioni sulla buona tenuta del sistema che non ha subito danni permanenti.

 

Nel giro di poche ore tutto è ritornato a girare come prima, e alle immagini esagerate dell’occidente tentatore sono subentrati i fiori del Corano. Un respiro di sollievo, insomma.

 

Nell’ottica islamica uno scherzo più pesante era davvero difficile da architettare. Tra l’altro l’incidente capita in un momento piuttosto duro per la vita mediatica degli Hezbollah.

 

In Francia si sta pensando di bloccare la trasmissione via satellite della tv “Al Manar”, vicenda che ha richiesto l’intervento del ministro degli Esteri libanese Jean Obeid, che ha sostenuto a spada tratta la libertà d’espressione degli  Hezbollah, difesa da un comitato di sei membri.

 

Adesso bisogna attendere la decisione della corte suprema amministrativa, dopo la denuncia dell'Higher Audiovisual Council. Scelta politica accusano i libanesi. Amministrativa ribattono i francesi. La partita è ancora tutta da giocare.


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