Tutti diciamo a noi stessi  "è doveroso difendere la nostra presenza e il nostro diritto di esistere". Ma sono pochi quelli che sanno difendere la libertà dei cristiani.  Dr. Samir Geagea
Il Congresso di nuovo all'attacco di Damasco  
di Hisham Mulham - As-Safir  
mercoledì, 15 settembre 2004
Gli Usa preparano il brodo in cui cuocere la prossima vittima: la Siria...Mentre perfino l'establishment economico ed alcuni vertici militari americani iniziano ad avanzare seri dubbi sull'impresa irachena, il Congresso continua a minacciare i Paesi vicini all'Iraq, ed in particolare la Siria, già sottoposta a sanzioni economiche unilaterali da parte degli Stati Uniti, e della quale è ben noto il non allineamento politico ma soprattutto economico, con il pretesto del rispetto dei diritti umani e della fine dell'occupazione militare del Libano. Il precedente dell'Iraq fa purtroppo suonare sinistre certe affermazioni del governo americano sulle armi di distruzione di massa ed alcune risoluzioni ad hoc delle Nazioni Unite.

La Camera dei Deputati americani ha approvato ieri a maggioranza schiacciante un provvedimento che denuncia con forza "le scandalose violazioni dei diritti umani e delle libertà civili del popolo libanese e siriano da parte del governo siriano".
Il governo americano, dopo aver sollecitato questo provvedimento a sostegno dei siriani impegnati nell'ambito dei diritti umani e dell'"Opposizione democratica non violenta", ha richiesto anche di "porre fine all'occupazione illegale della Repubblica Libanese da parte della Siria" e di porre termine al programma di sviluppo di armi di distruzione di massa in Siria.
Fonti del Congresso hanno affermato che la votazione di questo provvedimento, che era stato proposto per la prima volta alcuni mesi fa, si è conclusa in fretta, perciò alcuni suoi fautori non hanno potuto introdurre delle nuove clausole che prendessero in considerazione la questione della proroga del mandato del presidente libanese Emile Lahud, alla quale Washington si era opposta, a meno che non ne vengano corretti gli indirizzi fondamentali, al fine di impadronirsi del prestigio del Libano.
I fautori di questo provvedimento non vincolante, ed in maniera più evidente quanti hanno sostenuto il "regime di sanzioni economiche contro la Siria e del recupero della sovranità da pare del Libano", sperano che il fatto che questa risoluzione sia passata, sia l'anticamera dell'approvazione di un'altra risoluzione, questa volta vincolante, nota con il nome di "Legge per la liberazione della Siria e del Libano", sulla falsa riga della "Legge per la liberazione dell'Iraq", che è stata approvata dal Congresso nel 1998, e che ha preso parte alla preparazione del clima per l'invasione e l'occupazione dell'Iraq.
La prima votazione si è svolta con l'accordo di tutti i presenti in sala, senza alcun voto contrario, cosa che ha indotto il presidente dell'assemblea ad annunciare che il provvedimento era stato approvato con la maggioranza dei due terzi. Successivamente, il deputato Tom Lantous ha chiesto di effettuare una votazione individuale, per conoscere il voto di ciascun membro, che è stata fissata in una data successiva.
Le dichiarazioni di coloro che hanno presentato la risoluzione ed hanno invitato l'assemblea ad esaminarla includevano pesanti critiche al governo siriano, e la Siria è stata descritta dalla rappresentante repubblicana della Florida, Alyna Ross Lyttnan, come uno "Stato canaglia" che ha trasformato il Libano in uno "Stato prigioniero", mentre il deputato democratico della California Tom Lantous, che alcune settimane fa ha incontrato il ministro degli estri siriano Faruq al-Shar', ha affermato che "non possiamo ignorare i crimini della Siria contro il suo popolo", mentre il deputato democratico del New Jersey, Frank Balloon, ha commentato ironicamente la proroga della presidenza di Emile Lahud, dicendo che esse si verificherà soltanto se la Siria obbligherà il governo libanese a farlo.

Il testo della risoluzione tocca la questione dei diritti umani in Siria, adducendo come prova le deliberazioni del ministero degli esteri americano e delle associazioni dei diritti umani che attribuiscono alla Siria una lunga lista di crimini in quest'ambito, soprattutto dal punto di vista dell'arresto degli attivisti nel campo dei diritti umani in Siria e Libano, della repressione dei manifestanti e perfino del loro assassinio, come tocca anche l'esistenza di "centinaia di prigionieri libanesi" nelle carceri siriane, e fa anche riferimento all'uccisione di alcuni manifestanti curdi lo scorso aprile.
Il provvedimento invita la comunità internazionale a raggiungere una risoluzione presso l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nella sua prossima seduta fra alcuni giorni, nella quale vengano elencate le violazioni dei diritti umani da parte della Siria, e rende inoltre noto il suo sostegno al "popolo siriano nella sua lotta quotidiana per la libertà ed il rispetto dei diritti umani e delle libertà civili, per un governo democratico e l'istituzione di uno stato di diritto".
Il deputato Lantous ha dichiarato che dall'approvazione del provvedimento di restrizioni economiche la Siria non ha intrapreso alcuna correzione significativa delle sue politiche, ed ha descritto l'ultima risoluzione n. 1559 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulle elezioni libanesi come qualcosa "che non ha minimamente scalfito le posizioni della Siria", e ritiene che sia ormai giunto il momento opportuno per spingersi oltre la semplice critica della Siria in direzione del sostegno al popolo siriano contro il suo governo.

As-Safir, 14/09/2004
Tradotto da Susanna Valle

 

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