Tutti diciamo a noi stessi  "è doveroso difendere la nostra presenza e il nostro diritto di esistere". Ma sono pochi quelli che sanno difendere la libertà dei cristiani.  Dr. Samir Geagea
 

L'Italia e la risoluzione del ONU 1559                                                         

comunicato di precisazione


L’ambasciatore d’Italia, Franco Ristretta ci ha comunicato ieri la seguente precisazione:

“per una migliore e più corretta informazione nei confronti dei lettori, debbo precisare che il mio ministro degli affari esteri, Gianfranco Fini, durante la conferenza stampa all’aeroporto di Beirut concludendo la sua visita in Libano, il giovedì 13 gennaio, con la presenza di giornalisti italiani e libanesi, ha chiaramente affermato che la risoluzione 1559 deve arrivare ad una rapida applicazione, aggiungendo che essa deve essere considerata come il pezzo di un mosaico più vasto, visto che non è possibile raggiungere una pace giusta, durabile e globale nella regione trattando i differenti soggetti separatamente.

L’editoriale di L’Orient Le Jour si basa, evidentemente, sulle anticipazioni di stampa non corrette in rapporto a quello che il ministro ha detto.”                

Franco Mistretta

Ambasciatore d’Italia

Ma è possibile che i “media” libanesi siano stati vittime delle anticipazioni sbagliate e incorrette? Questi organi hanno tutti riportato i propositi del ministro Fini dai quali risulta chiaramente, che : 

1-     la risoluzione 1559 non può essere applicata a prescindendo da altre risoluzioni relative alla crisi del medio-oriente

2-     il ritiro siriano dal Libano è primariamente una responsabilità siro-libanese.

È precisamente su questi due punti che si articola l’editoriale di Sabato 15 gennaio.  I.G.

 

L’Italie et la 1559                                                                                                                            
Mise au point de l’ambassadeur Mistretta

L’ambassadeur d’Italie, M. Franco Mistretta, nous a adressé hier la mise au point suivante :
« Pour une meilleure et plus correcte information à l’égard de vos lecteurs, je dois préciser que mon ministre des Affaires étrangères, Gianfranco Fini, durant la conférence de presse donnée à l’aéroport de Beyrouth à la conclusion de sa visite au Liban, jeudi 13 janvier, en la présence de journalistes italiens et libanais, a clairement affirmé que la résolution 1559 doit trouver une rapide application, ajoutant par ailleurs qu’elle doit être considérée comme le morceau d’une mosaïque plus vaste, puisqu’il n’est pas possible d’arriver à une paix juste, durable et globale dans la région en traitant les différents sujets séparément.
« L’éditorial de L’Orient-Le Jour se base, évidemment, sur des anticipations de presse non correctes par rapport à ce que le ministre a dit. »

Franco Mistretta
Ambassadeur d’Italie

Les médias libanais auraient-ils tous été victimes de malencontreuses et incorrectes « anticipations » de presse ? Ces organes ont tous rapporté les propos du ministre Fini dont il ressort clairement :
1) que la résolution 1559 ne peut être appliquée que si d’autres résolutions relatives à la crise du Proche-Orient le sont aussi ;
2) que le retrait syrien du Liban est, avant toute chose, une responsabilité syro-libanaise.
C’est sur ces deux points que s’articulait précisément l’éditorial du samedi 15 janvier. I. G.

 

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