POLITICI E MEDIA IN CAMPO PER LA DEMOCRAZIA

Italia for Libano
Il giornale “L’Opinione”, diretto da Arturo Diaconale, si è fatto promotore di un’iniziativa, a favore del processo di democratizzazione in Libano, a fianco delle “Forze Libanesi”, che da tempo lottano per assicurare al loro Paese una sovranità libera e sicura. In una conferenza stampa, organizzata ieri presso la Camera, il Rappresentante delle Fl in Italia, Roger Bou Chahine, ha denunciato come per ben dodici anni, dal 1992 al 2004, il Libano abbia vissuto una situazione di stallo e di politica, ormai esaurita, nella completa indifferenza del mondo, che è riuscito solo a guardare senza apportare quel concreto aiuto di cui i libanesi avevano un urgente bisogno. Per questo motivo oggi, soprattutto a seguito dell’importante ventata di democrazia cui abbiamo assistito ultimamente in Medio Oriente (vale a dire in Iraq, Afghanistan e Palestina), è nato un progetto comune, che mira a richiamare l’attenzione delle forze politiche e intellettuali italiane per la liberazione di tutti i dissidenti politici rinchiusi nelle carceri siriane e libanesi. Un progetto, che intende porre l’accento sul rischio di una guerra civile in un Paese in cui democrazia e libertà appaiono ancora troppo lontani. “L’opposizione libanese - ha ricordato Roger Bou Chahine - necessita del sostegno di uomini politici. Senza di loro possiamo soltanto proseguire con lentezza e, forse, anche molto male”. Fabrizio Cicchitto, vice coordinatore di Forza Italia, ha voluto sottoscrivere quest’appello, nella convinzione che la particolare situazione libanese, derivante da una violentissima guerra civile poi sfociata nell’occupazione siriana, richieda un significativo intervento. “Ci sono tutti gli elementi - ha dichiarato - per una mobilitazione unanime. Esiste, infatti, da un lato un’occupazione militare e, dall’altro, un preciso deliberato dell’Onu. Non si può ignorare quanto sta avvenendo in Libano”, ha continuato Cicchitto, che ha voluto ribadire come non solo il partito di Forza Italia ma tutto il mondo pacifista debba far sentire la sua voce. “Ciò, tuttavia, non è ancora accaduto - ha precisato -. Non ho ancora visto il movimento pacifista in piazza. Un fatto davvero anomalo, se si considera l’ultimo appello a favore di Cuba, sottoscritto da ben duecento intellettuali”. “Era dal 1956 - ha rimarcato il vice coordinatore di Forza Italia - che il mondo intellettuale e culturale di sinistra non cavalcava una battaglia del genere”. “Oggi - ha concluso - mi auguro che questa importante iniziativa trovi il giusto successo”. Presente alla conferenza anche il segretario dei Radicali, Daniele Capezzone, che ha sottolineato come il Libano stia faticosamente lavorando per un suo 25 aprile, una giornata che - a parer suo - non deve restare semplicemente commemorativa. “Per ogni anti-fascista, anti-comunista e anti-totalitario - ha affermato Capezzone - quel giorno deve essere fonte di suggerimento nei confronti della politica tutta”. “Apriamo - ha dichiarato ancora il segretario radicale - il capitolo Siria. Sono sconcertato per quello che ho letto sulla Repubblica”. Il chiaro riferimento del segretario dei Radicali è rivolto all’assurdo silenzio dei nostri media, o meglio, alla strana e ambigua copertura informativa, verificatasi fino ad oggi, sulla questione libanese. “Appoggio in pieno questo progetto, lo sostengo perché credo che il tassello siriano sia fondamentale nello scacchiere mediorientale e vada al più presto risolto”, ha continuato Capezzone, che ha aggiunto: “Concordo con un uso, non utopisticamente, positivo del denaro allo scopo di favorire finalmente la democrazia nei Paesi in cui questo traguardo ancora non è stato raggiunto. Una democrazia che, ovviamente, richiede elezioni libere: tema, questo, che va inserito nell’agenda politica, anche italiana”. Arturo Diaconale, a tal proposito, ha ricordato come anche altri esponenti del mondo politico nostrano abbiano voluto aderire all’iniziativa: Ds e Margherita si sono, infatti, detti d’accordo nel portare avanti questo tipo di lotta. Il direttore del quotidiano “L’Opinione” ha, infine, annunciato l’avvio di una raccolta-firme, da portare al Ministero degli Esteri nonché ai presidenti delle Commissioni Esteri di Camera e Senato. *da “la Velina rosa”
Simona Geruzzi

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