Tutti   diciamo a noi stessi  "è doveroso difendere la nostra presenza e il   nostro diritto di esistere". Ma sono pochi quelli che sanno difendere la   libertà dei cristiani.  Dr. Samir Geagea

LIBANO: KAWTHARANI, NEMMENO RITIRO ISRAELE CONVINCERA' HEZBOLLAH AL DISARMO



ADNKRONOS 

Beirut, 2 giu. - (Aki) - ''Il ritiro israeliano dai territori libanesi ancora occupati non è condizione sufficiente per convincere Hezbollah a disarmarsi''. Lo dice all'ADNKRONOS-INTERNATIONAL lo sceicco Muhammad Kawtharani, membro del consiglio politico del 'Partito di Dio'. ''Anche se Israele si ritirasse dalle Fattorie di Shebaa - sostiene - la minaccia israeliana contro il Libano rimarrebbe. Per questo chiediamo che, oltre alla fine reale dell'occupazione, la comunità internazionale fornisca adeguate garanzie al popolo libanese che sarà la sovranità del paese e fermata la politica di espansione israeliana''. ''Sinceramente - continua Kawtharani - non crediamo che la comunità internazionale possa darci tali garanzie, perché nessuno è in grado oggi di mettere un freno alla politica israeliana, il cui progetto finale è quello di arrivare a controllare le terre comprese tra il Nilo e l'Eufrate. Dalla pace di Camp David con l'Egitto all'occupazione americana dell'Iraq, questo disegno è prossimo ad essere completato''.
Agli inizi di aprile un autorevole think-tank americano, l'International Crisis Group, ha formulato una proposta mirante a risolvere la questione del disarmo di Hezbollah. Il piano prevede che, a fronte di un completo ritiro israeliano dalle Fattorie di Shebaa e a un ufficiale riconoscimento siriano della sovranità libanese su questo fazzoletto di terra, il 'Partito di Dio' si impegnasse a consegnare tutto il proprio arsenale missilistico e che le sue unità armate (al-Muqawama al-Islamiyya, la resistenza islamica, ndr) si fondessero con l'esercito libanese, magari come forze speciali. Ma Hezbollah ha ignorato questa proposta. ''E' prematuro parlare di questi dettagli finché Israele continua a occupare il nostro territorio - è la spiegazione di Kawtharani - Solo dopo aver visto l'ultimo soldato israeliano lasciare il nostro paese, inizieremo a discutere del resto con le altre forze politiche libanesi. E poi questa proposta - continua - dimostra ancora una volta quali siano le vere intenzioni americane: da Washington riceviamo da tempo pressioni ma anche offerte allettanti per convincerci a consegnare i nostri missili e non le armi leggere. Sono i missili infatti che minacciano la sicurezza di Israele e gli Usa non sono preoccupati, come affermano, della sicurezza del popolo libanese bensì solo di quella dello Stato ebraico''. (segue)

 

(Lto/Aki)

Jun-02-05 17:02

 

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