Ticinonline
- 04/06/2005
- 13:58
BEIRUT - Nel corso di una lunga cerimonia funebre nella chiesa
greco ortodossa Saint George nel centro di Beirut, almeno duemila
persone, assieme ai maggiori leader dell'opposizione tra cui Saad
Hariri e il druso Walid Jumblatt, hanno dato oggi l'estremo saluto
al giornalista libanese antisiriano Samir Kassir, assassinato
due giorni fa con una bomba fatta esplodere sotto alla sua auto.
Tra le navate dell'antica chiesa, mischiate tra la folla, erano
presenti anche molte donne col capo coperto dal velo islamico. La
bara, avvolta nella bandiera libanese, č stata posta davanti
all'altare e accerchiata da colleghi e simpatizzanti del giornalista
ucciso, che era stato tra i fondatori del Movimento della Sinistra
Democratica e tra gli architetti della grande manifestazione
antisiriana del 14 marzo scorso, considerata uno degli eventi che
hanno fortemente contribuito ad accelerare il ritiro delle forze
siriane dal Libano dopo oltre 29 anni.
La bara č stata portata all'interno della chiesa dalla sede del
quotidiano indipendente an Nahar, sul quale Kassir, che era anche un
apprezzato storico e docente universitario, scriveva editoriali di
forte critica verso il partito Baath al potere in Siria e denunciava
il "regime di polizia" libanese filosiriano.
Petali di fiori sono stati gettati sul feretro quando la
processione funebre č passata nei pressi del parlamento, mentre la
folla applaudiva e acclamava "il martire della libertą ed eroe
del rivolta per l'indipendenza". Su alcuni cartelli portati
dalla gente c'era scritto: "Chi sarą il prossimo?", in un
chiaro riferimento al fallito attentato contro il deputato druso
Marwan Hamadeh lo scorso ottobre e all'assassinio dell'ex premier
Rafik Hariri il 14 febbraio, attribuiti dall'opposizione ai servizi
segreti siriani e libanesi.
ATS